sábado, 27 de agosto de 2011

Nuevo anuncio sobre el edificio 7 que saldra en las televisiones de Nueva York


En conmemoración del 10mo aniversario del 11-S, han hecho un anuncio nuevo sobre el edificio 7 que se emitirá en las televisiones de Nueva York. Se necesitan donaciones para ayudar pagarlo. Por favor vayan a http://rememberbuilding7.org

2 comentarios:

Lauro Morales L dijo...

A estas alturas del partido, como se dice en el argot futbolero, nadie, que este informado, cree la versión oficial sobre el 11S; y menos aún, con la forma en que se derrumbo el edificio 7. Lo que sorprende es que estos temas no salen para nada en los medios convencionales de comunicación. Adelanate, para que talvez algún día conozcamos la verdad "verdadera".

Anónimo dijo...

Diana,

Una notícia importante de desinformación para traducir y añadir en este blog.

Firma: spil

media : La “falsa” Piazza Verde di Al-Jazeera
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Fuente:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3821

Questa mattina ho aperto l’e-mail e ho trovato tre persone diverse che mi segnalavano con grande eccitazione questa pagina del sito Stopwarcrimes. L’articolo si intitola “La falsa Piazza Verde di Al-Jazeera”, e sostiene che le immagini dei libici festanti nella Piazza Verde di Tripoli, trasmesse anche da SkyNews, in realtà siano state girate su un set costruito appositamente nel Qatar.

http://stopwarcrimes.wordpress.com/2011/08/22/al-jazeeras-fake-green-square/

Immediatamente la pressione mi è salita a mille, e ho pensato “I soliti bastardi! Ormai la guerra mediatica è totale”.

A supporto della sua tesi, l’articolo mostra le immagini della (presunta) Piazza Verde trasmesse l’altra sera da Al-Jazeera (foto 1), e le confronta con diverse immagini della vera Piazza Verde (2, 3 e 4), scattate in epoche diverse. (Vedi immagini all’interno).

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/library/tripoli2.jpg

Giudicando dai modelli di automobile, la foto 3 sembra risalire agli anni ’40, la foto 4 agli anni ’50/’60, mentre la foto 2 è attuale. Le segnature in verde suggeriscono una differenza nell’arcata della porta di sinistra, e sottolineano la mancanza del rilievo geometrico sopra l'arcata centrale, quella più piccola.

Sotto le immagini dell’articolo si legge: “Quella che vedete non è la “Porta della Libertà” originale (Bab al-Hurriya) con accanto le sue mura di 600 anni. Vedete con i vostri occhi che dalle mura del video di Al-Jazeera mancano diversi dettagli importanti”.

I miei occhi però, almeno a prima vista, non mi indicavano niente di anormale. Mi sono allora procurato un’altra foto recente della piazza, con una prospettiva più simile a quella del video di Al-Jazeera.

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/library/tripoli3.jpg

Dopodichè ho scaricato il video incriminato, ho aumentato luminosità e contrasto, e ne ho confrontato un fotogramma con quello della piazza attuale:

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/library/tripolicompare.jpg
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/library/tripolicompare.jpg

Come vedete, tutto torna. Ci sono i lampioni a forma di “fiore cadente” (A), c’è la cabina telefonica (B), c’è la parabola sul tetto (C), e persino gli edifici “in fuga” sotto l’arcata (D) sembrano avere la stessa struttura. Di solito è proprio sugli sfondi che casca l'asino (come accade in molte delle foto lunari).

Ma soprattutto, si vede anche il rilievo geometrico (E) sull'arcata centrale. Ovviamente, con la luce del sole è molto più marcato, ma di certo quel disegno non “manca” dalle inquadrature di Al-Jazeera, come sostenuto da Stopwarcrimes.

Attenzione però, a questo punto, a non commettere la fallacia di Attivissimo della “eccezione che annulla la regola”: il fatto che non sia vero che quel video è falso non significa che non siamo in un’epoca di guerre mediatiche, non significa che molto probabilmente guardiamo spesso immagini manipolate, e soprattutto non significa che i media mainstream non filtrino a priori quello che dobbiamo e quello che non dobbiamo vedere.

Fortunatamente ci restano sempre la logica e il buon senso per capire in che modo stiano andando veramente le cose.

Massimo Mazzucco